L’altro giorno ero a Bologna e mi sono presa una manciata di minuti per toccare i muri della sala d’aspetto di seconda classe, guardare il pavimento rovinato e la foto che c’era anche allora, segnata dalle macerie schizzate ovunque.
I luoghi parlano, certi più di altri e a volte urlano di orrore.
Bisogna fermarsi per sentirli.
